Finanza Semplice

Strategie di portafoglio, Come non mettere tutte le uova nello stesso paniere (Senza fare un pollaio)

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative ed educative. Non costituiscono consulenza finanziaria, raccomandazione d’investimento né sollecitazione al pubblico risparmio. I mercati finanziari comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Prima di effettuare qualsiasi operazione, è necessario valutare il proprio profilo di rischio e, se opportuno, rivolgersi a un consulente finanziario abilitato. Finanza da Bere non si assume responsabilità per le decisioni d’investimento dei lettori.

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Strategie di portafoglio, Come non mettere tutte le uova nello stesso paniere (Senza fare un pollaio)

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative ed educative. Non costituiscono consulenza finanziaria, raccomandazione d’investimento né sollecitazione al pubblico risparmio. I mercati finanziari comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Prima di effettuare qualsiasi operazione, è necessario valutare il proprio profilo di rischio e, se opportuno, rivolgersi a un consulente finanziario abilitato. Finanza da Bere non si assume responsabilità per le decisioni d’investimento dei lettori.

“Diversifica” è il consiglio più dato e meno spiegato della finanza personale. Lo senti da tutti ma nessuno ti dice come si fa davvero.

Spoiler: oltre a diversificare dovresti tenere a mente un’altra parola: decorrelare. Se sei sicuro che la Gino SpA è l’investimento del millennio, puoi anche mettere tutte le uova nello stesso paniere. L’importante è sapere che potresti farti male.

L’asset allocation è il 90% del gioco

Lo studio Brinson, Hood e Beebower (1986) ha suggerito che oltre il 90% della variabilità dei rendimenti di un portafoglio dipende dall’asset allocation — cioè da come dividi i soldi tra azioni, obbligazioni, liquidità e altre classi. Non dalle singole azioni. Non dal timing. Da come allochi.

Le classi di attivo che vale la pena conoscere

  • Azioni (equity): rendimento atteso storicamente più alto, volatilità più alta. Orizzonte minimo 5-10 anni, meglio 20.
  • Obbligazioni (bond): rendimento contenuto, volatilità tendenzialmente bassa. Reagiscono a tassi e crisi geopolitiche.
  • Liquidità: conti deposito, ETF monetari. Rendimento minimo, rischio pure. Serve per le emergenze.
  • Real assets: immobili, materie prime, oro. Storicamente offrono una certa copertura dall’inflazione.
  • Alternativi: private equity, hedge fund, credito privato. Per patrimoni importanti con orizzonti lunghi. Occhi aperti.

Il portafoglio 60/40

60% azioni globali, 40% obbligazioni. Il punto di partenza di molti portafogli istituzionali.

Tende a funzionare perché azioni e obbligazioni storicamente si muovono spesso in direzioni opposte. Eccezione importante: nel 2022 sono crollate insieme — uno degli anni più difficili per questo approccio in cinquant’anni.

Non è perfetto. È una soluzione che sembra aver funzionato per la maggior parte delle persone nella maggior parte degli scenari. I rendimenti passati non garantiscono rendimenti futuri.

Core-satellite: per chi vuole anche un po’ di pepe

Base solida (core) con ETF diversificati a basso costo — 70-80% del portafoglio — più posizioni tattiche (satelliti) su temi specifici.

Il core regge qualunque cosa succeda. I satelliti danno un po’ di adrenalina, ma su percentuali che non ti mettono al tappeto se va storto.

Esempio: 75% ETF globale + 10% emergente + 10% rinnovabili + 5% oro. Il core regge. I satelliti possono fare male o benissimo, ma non cambiano la partita.

Il rebalancing: la disciplina che può fare la differenza

Portafoglio target 60/40. Dopo un anno di borsa forte, le azioni sono diventate il 72%. Cosa fai?

Ribalanci: vendi azioni (salite) e compri obbligazioni (rimaste indietro). Sembra contro natura ma aiuta a mantenere il rischio sotto controllo e, nel lungo termine, potrebbe contribuire a rendimenti più stabili.

Frequenza ideale: una volta all’anno, o quando una classe si discosta di più del 5-10% dalla quota target. Non ogni settimana — il rebalancing troppo frequente genera costi che erodono i rendimenti.

Il punto chiave

I portafogli modello sono un’infinità. Prima di chiederti quale, chiediti: quali sono i miei obiettivi? L’orizzonte temporale, la tolleranza alla volatilità e la necessità di liquidità cambiano tutto.

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